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Rileggevo, qualche giorno fa, questa frase tratta da un libro di memorie dal titolo Il mondo di ieri, un arazzo complesso e biografico dello scrittore austriaco Stefan Zweig morto agli inizi degli anni ’40 del novecento:

Mi aveva interessato il problema della superiorità psichica del vinto. Mi piacque sempre additare quella forma di indurimento interiore che la potenza determina in un uomo, l’irrigidimento psichico provocato da ogni vittoria in popoli interi, mettendovi a riscontro la forza sconvolgente e dolorosamente feconda della sconfitta.

Per giorni ci ho riflettuto: ho pensato alla nostra società “suprematista”, all’obbligo sociale della vittoria come prezzo da pagare per il successo o addirittura per “essere” (come se l’istemi greco dipendesse dalla scala sociale). So quanti danni possano produrre  quegli adulti che, automatizzati essi stessi, trasmettono ai più giovani le regole di ruoli sociali “vincenti”, dimenticandosi di contemplare l’errore (cioè l’errare in senso etimologico) fra le ricchezze della vita, fra le possibilità dell’essere.

E mentre inserivo quel lacerto nel prossimo libro, gli impegni sono ripresi tenendo bene a mente quelle parole.  Dal workshop sul cyberbullismo e la violenza sui social media agli interventi al Liceo Dini di Pisa sull’Alterità; dagli incontri nelle Biblioteche della Provincia di Firenze sulla Educazione Paritaria agli aggiornamenti Docenti sui Bullismi; dal progetto “Mi racconti una Storia di Donne” in 9 classi della città del Giglio (dall’infanzia alla secondaria di primo grado), fino a Roma per un incontro su Genere e Linguaggio con lo SPI CGIL.

Si riparte così attraversando teatri verdi, pianure, strade, territori, vedendo volti e stringendo mani: ascoltando le storie di mille e di ciascuno,  con la certezza che questo sia il sentiero, la strada per dare un contributo reale alla crescita dei più giovani e alla cultura del nostro paese. Tanti progetti col sorriso sui volti.