A Torino è una giornata tersa e freddissima questo 10 Gennaio 2019. Parto all’alba, diretta al XX Congresso SPI CGIL: mi attendono al talk dal titolo Le donne conquisteranno il mondo diretto da Lavinia Rivara con Francesca Barzini e Giovanna Giordano. Vi racconto sotto come è andata.

Il lingotto è stato attrezzato al meglio: dal punto ricarica cellulari al guardaroba, dall’accoglienza ai punti ristoro. Tutto è rosso, anch’io e pour cause: il claim è Qui si fa il Futuro. La sala, immensa, contiene 1200 posti. Vedo e rivedo tanti volti che mi sono cari.

Sono molto emozionata. Non lo fossi forse non riuscire a dire quello che voglio. Perché, secondo me,

L’emozione autentica è il modo migliore per arrivare al cuore degli altri

Alle 12 e 30 comincia il talk. Rivara è bravissima e conduce la conversazione focalizzandola su 3 punti fondamentali:

  • La nuova partecipazione delle donne alla scena pubblica, dalla Women’s march americana al #metoo per sottolineare l’impegno di Giordano e Barzini nella vita delle loro città
  • La situazione politica italiana e la difficoltà delle donne ad accedere a cariche importanti
  • L’educazione di genere. Cosa serve per promuovere una reale parità nei luoghi di lavoro, nelle istituzioni, nelle scuole

Le parole di Lavinia mi sollecitano: per me la nuova consapevolezza femminile è frutto, prima di tutto, della crescente scolarizzazione in ogni parte del mondo. Solo in Italia, già nel 1991-1992, è avvenuto il sorpasso delle donne laureate sugli uomini. Oggi le giovani laureate sono il 59,2 del totale, con una media di voti di laurea di 3 punti percentuali più alta dei loro colleghi maschi. Nonostante tutto.

Ma non basta: la politica continua ancor oggi a produrre azioni e politiche economiche che non sostengono le donne (l’iva sugli assorbenti è ancora al 22%, come fossero un bene di lusso); la legge 194 è disattesa in tante regioni del nostro Paese; i femminicidi non accennano ad arrestarsi; il gender pay gap è ancora troppo alto. Serve una nuova alleanza di donne che pongano al centro la gender question come conquista della soggettività delle donne.

Forse perché, direbbe Guccini “faccio il mio mestiere”, ma l’unica reale possibilità è davvero educare uomini e donne, dai luoghi di lavoro alle istituzioni, dalle scuole ai docenti, a comprendere come la disuguaglianza di genere sia il più ampio fenomeno di minorizzazione al mondo. Con dati, evidenze e la chiara esplicazioni delle ragioni storico-sociali del dominio.

Non stancarsi di ripeterlo e di agire.

E, dopo aver salutato con gioia, mentre rientravo mi venivano in mente, in treno, quelle parole di Tolstoj scritte proprio in Anna Karenina, romanzo protofemminista forse malgré lui 

Un’idea giusta non può non essere feconda

A Torino, mentre me ne andavo, scendeva una sera color dell’alba.