Molte Ditte, PMI, Cooperative, Case Editrici ma anche professioniste/i, possiedono un know how che non traducono in formazione, perdendo fatturato e talenti. Eppure, proprio Lester Thurow afferma che

L’arma competitiva del ventunesimo secolo sarà la formazione

Come la formazione potesse, in un contesto economico difficile come il nostro, sostenere dei processi evolutivi in termini di professionalità e di economicità, non sono riuscita a spiegarmelo per qualche tempo, finché non ho compreso un dato: i CEO, le libere professioniste/i, le direttrici e i direttori di organizzazioni, sono concentrati sulla vendita del loro prodotto, senza pensare, sovente, che è  proprio il sapere sul prodotto a poter divenire anch’esso un prodotto. 

Mi spiego meglio: se io so fare qualcosa vuol dire che so come farla.

Dunque perché non produttivizzare quel sapere?

Ma, affinché il know how diventi un asset per la organizzazione, va “tras-formato” in contenuto trasmissibile: che si può quindi comunicare ad altre/i.  Questi gli elementi da studiare:

  1. le knowledges maturate
  2. i target interessati (un lavoro di ‘sartoria’: ritagliare addosso la domanda)
  3. il piano formativo nel dettaglio
  4. la supervisione del piano formativo
  5. l’aspetto comunicativo del prodotto prima e dopo il training

Una volta predisposto l’Educational Plan ecco che ‘magicamente’ l’ organizzazione si ritrova con un altro prodotto che può “vendere”: il sapere. La conoscenza si trasforma in fatturato. E, nel nostro caso, contribuisce alla Equity.

Qui troverete un esempio di quello che ho approntato per la Cooperativa Vittoria: dopo aver studiato nel dettaglio le competenze acquisite, ho proposto loro un piano che prevedeva nuovi contenuti e la aggiunta del Settore Formativo strutturato fra i servizi che già offrivano . Al primo Follow Up, vi metterò al corrente dei risultati ottenuti.

Ma aggiungere ai propri servizi quello della Formazione, e farlo sicuri del successo, è una ricchezza che io non scarterei con facilità.