Dall’inizio della pandemia è comparsa, in rete, una favola. Questa favola racconta di un colibrì, di un incendio e di un leone. Il plot (la trama) è più o meno questo: scoppia un incendio nella foresta e, mentre il “re della foresta”, cioè il leone, ordina a tutti di rifugiarsi nelle rispettive tane, un colibrì, insensibile al comando, va al fiume e, portando nel becco le poche gocce d’acqua che riesce a trasportare, le getta sull’incendio. Quando il  leone lo redarguisce per l’inutile sforzo, il colibrì risponde, semplicemente: «Io faccio la mia parte».

Se la favola è metaforica per statuto letterario, non è così importuno pensare che il Leone, il “re della foresta”, rappresenti simbolicamente il potere maschile mentre il colibrì, privo di autorità, il femminile: le quattro gocce d’acqua per spengere l’incendio possono rappresentare il lavoro invisibilizzato e volutamente sottostimato, come quello del colibrì, delle donne.  Continua qua