A Monte San Savino ci interrogheremo il 10 e l’11 Ottobre, grazie alla rete Re.A.DY, sulle modalità andiscriminatorie per il soggetti LGBT.

Perché i soggetti minorizzati, donne incluse (ché le donne subiscono il linguaggio dell’odio come tutte le minoranze) nel momento in cui “espongono” il proprio pensiero, divengono “visibili”, “dicono” la loro esistenza, ecco – in quel preciso momento – rischiano la punizione.

Se infatti il “logos” è da sempre dominio del “maschile” il discorso ha prodotto azioni di emarginazione dei “discorsi eccedenti” usando il linguaggio offensivo per tacitare e punire.

Servono quindi, anche nelle pubbliche amministrazioni, strumenti e tools di #linguaggioinclusivo che modifichino la realtà aumentando il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori tutti. Se per saperne di più sugli strumenti, semantici, perlocutivi, interlocutivi, potete scrivermi (alcuni sono #opensource).

La sessione di lavoro conterrà 3 focus:

  • come si forma il linguaggio dell’odio
  • perché è pervasivo
  • come si combatte

Qua trovate tutte le informazioni sul programma e le sessioni relative: https://bit.ly/33hIwUV