La mia scrittura

Credo nel potere magico della parola.

Esordisco come poeta con Tempi Evêrsi (Crocetti, 2002) e nel 2003 vengo selezionata per la XI Biennale dei Giovani Artisti dell’Europa e del Mediterraneo. Miei testi sono pubblicati in riviste e miscellanee italiane e straniere (Crocetti, Zona, Perrone, Le voci della Luna, Atelier, «Semicerchio», Wizarts, ChainLinks, Fara Editore, Poesia Rivista Internazionale di Cultura Poetica). Nel 2011 il poemetto Perseus è stato inserito in «Mosaici. St. Andrew Journal of Italian Poetry, 2011». Nel 2012 vengo selezionata con I ponti di Königsberg per il Premio Letteratura Russo Mazzacurati e nel 2015 vinco il Primo Premio della XVIII Edizione Poesia di strada (Premio Nazionale). La silloge Esodi esce in Poesia Contemporanea. Undicesimo Quaderno Italiano (Marcos y Marcos, 2012). Nel 2018 Zona Editrice pubblica Con figure, selezionato per il Premio Pagliarani 2018. Faccio parte dal 2016 della giuria del Premio Nazionale Poesia di Strada e, dal 2017, di quella Giovani Lettori del premio Festival degli Scrittori – Premio Gregor Von Rezzori.

Miei testi sono tradotti in inglese e in serbo e ho  dedicato numerosi studi alla critica della differenza, alla filologia e alla narrazione contemporanea. A mia cura  Bestiari di Genere (Sef, 2008) e Marguerite Yourcenar sulle tracce “des accidents passagers” (Bulzoni, 2007).

Dove leggermi
«Il terreno di lotta è quello della letteratura, frontalmente, come vuole il currisulum della Pinzuti che non manca di esibire l’argenteria di famiglia, cioè un gusto fiorentino per la disseminazione di emblemi e correlativi, resti di un ermetismo aristocratico da Novecento passato remoto. Insieme c’è una vena giocosa e minore, palazzeschiana, che si esprime con giochi verbali e di rime»
Fabio Zinelli, École Pratique des Hautes Études, Sorbonne, Paris.
«Nella Pinzuti tale tema [della ribellione] è sempre mirato a sottolineare la minaccia insita nella chiusura in specifiche determinazioni, ma si tratta di una minaccia (e di una ribellione) a più livelli»
Mimmo Cangiano, Hebrew University of Jerusalem.
«In questa meditazione sulle figure e il loro divenire la poesia di Eleonora Pinzuti fa detonare illuminazioni che sembrano sintesi naturalissime di fato e intelligenza, spiegazioni (senza finale, senza pretesa di fissità, certo) che in un attimo (nel contatto delle rime baciate) addensano bellezza a coscienza. Questa intensità, che assomiglia a quella dell’amore, percorre tutto il libro, tutti i versi, direi, in cui l’autrice mai risparmia l’occasione di dare un corpo unico alla memoria personale, alla memoria culturale, alla nostalgia, al tocco, alla mente»
Renata Morresi, Università degli Studi di Macerata.